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Come si finanziano le botteghe del mondo?

Finanza solidale

LE FONTI DI FINANZIAMENTO

Le fonti di finanziamento delle cooperative/associazioni che gestiscono le botteghe possono essere:

  • risultato economico (utile di esercizio);
  • finanziamenti dal sistema bancario;
  • capitale sociale/quota associativa;
  • raccolta di risparmio sociale (solo per le cooperative).

Il risultato economico di esercizio è un'ottima forma di autofinanziamento, ma per i soggetti non profit, la realizzazione del profitto è sì uno strumento per la crescita e la garanzia di sostenibilità, ma non è il fine ultimo dell'attività e per questo molto spesso ha un valore trascurabile.
Le organizzazioni possono richiedere finanziamenti al
sistema bancario tradizionale, come ogni altro soggetto economico, molto spesso con presentazione di garanzie patrimoniali e rispondendo a costi di commissione e di interessi molto alti, aspetti questi che rendono difficile l'accesso a questa forma di credito.

La raccolta del capitale sociale e del risparmio sociale tra i propri soci costituiscono la forma di finanziamento più opportuna e trasparente per queste organizzazioni, nel rispetto delle finalità assegnate e dei vincoli posti dalla legislazione italiana.
La
finanza solidale offre una possibile risposta immediatamente praticabile: utilizzare il proprio denaro sotto forma di capitale o risparmio per rafforzare gli operatori del commercio equo e solidale è un modo per aiutare le popolazioni del Sud del mondo. Dare loro la dignità di una fonte di reddito e la speranza di uno sviluppo sostenibile è una scelta di solidarietà, rispettosa e duratura.

Cos'è il capitale sociale?

Il capitale sociale è dato dall'
insieme delle somme conferite dai soci per costituire l'azienda, per mantenere ed ampliare l'attività. Acquistare quote di capitale sociale di una cooperativa vuol dire diventare co-proprietario, cioè socio.
La
sottoscrizione di nuove quote di capitale è un modo per rafforzare la cooperativa ed aumentarne la solidità nel lungo periodo. Si tratta di un obiettivo molto importante, perché le cooperative molto spesso soffrono di una scarsa capitalizzazione e di un alto quoziente di indebitamento. Inoltre, non avendo scadenza predeterminata, consente alla cooperativa di fare investimenti di medio/lungo periodo.
Diventare soci di una bottega del mondo significa prendere parte alla sua
vita sociale e alle sue scelte strategiche attraverso l'assemblea dei soci e gli altri ambiti di partecipazione previsti dallo statuto e dalla prassi di gestione.
La
condivisione del rischio d'impresa aumenta la consapevolezza e il coinvolgimento: il socio vigila affinché le finalità sociali vengano raggiunte attraverso una gestione efficace ed efficiente dell'organizzazione.

Come si rientra in possesso del denaro investito?

Il socio che recede dalla cooperativa rientra in possesso del capitale investito per intero, a meno che non ci siano stati accadimenti negativi nel corso degli anni che hanno portato ad una riduzione della partecipazione (per esempio perdite di esercizio che abbiano intaccato il capitale sociale). Altrimenti il socio può richiedere un rimborso parziale delle quote versate, che deve essere approvato dal consiglio di amministrazione in base all'andamento economico dell'anno.

Cos'è il risparmio sociale?

Il risparmio sociale è il
denaro versato dai soci come deposito presso la cooperativa, inteso come strumenti di finanziamento aggiuntivo per realizzare l'oggetto sociale della stessa.
La cooperativa può avviare la raccolta di risparmio tra i soci
solo se è previsto dal proprio statuto e solo se sono stati predisposti tutti documenti necessari alla gestione (regolamento, contratto e foglio informativo).
In base alle norme fissate dalla Banca d'Italia, inoltre, alle cooperative è vietato proporre la raccolta di risparmio a non soci.
La gestione dei versamenti e dei rimborsi è prevista dal regolamento approvato dall'assemblea dei soci. Generalmente i risparmiatori non fanno movimenti frequenti del risparmio, così la cooperativa può contare su un
finanziamento di medio/lungo periodo, se il risparmio è anche molto frazionato, disponendo anche di liquidità per la gestione dell'attività corrente.
La raccolta di risparmio è un
indebitamento verso i soci ed è quindi preferibile dal punto di vista della cooperativa, rispetto all'indebitamento con le banche. Ha inoltre un costo inferiore, perché la remunerazione dei depositi è minore dei tassi e delle commissioni richieste per l'accensione di un fido bancario.
Secondo la normativa vigente, il limite massimo del risparmio depositato su di un libretto intestato a persone fisiche è di 31.776,02 euro, mentre la raccolta complessiva ha un limite massimo proporzionale al patrimonio netto: se questo valore (capitale sociale + riserve + utili accantonati dai bilanci precedenti) è 100, la raccolta di risparmio non può superare quota 300. Per questa ragione, il socio che sceglie di affidare il suo risparmio alla cooperativa, spesso, viene incentivato anche alla sottoscrizione di quote di capitale: generalmente, più azioni si acquistano, più alto è il tasso d'interesse applicato al risparmio.
Scegliere di affidare i propri soldi ad una cooperativa del commercio equo e solidale significa sapere come verranno utilizzati: la caratteristica principale della
finanza etica è infatti la trasparenza: la cooperativa che raccoglie risparmio tra i propri soci è vincolata ad utilizzarla per il raggiungimento del proprio oggetto sociale.

Come vengono utilizzati i risparmi dei soci?

La cooperativa può utilizzare le risorse raccolte attraverso il capitale ed il risparmio sociale:

  • per finanziare la propria attività ordinaria e la propria crescita;
  • per finanziare progetti di cooperazione con i produttori del Sud del Mondo direttamente o attraverso soggetti che si occupano di attività di credito e microcredito al Sud del Mondo;
  • per finanziare le centrali d'importazione e sostenere il prefinanziamento ed il pagamento tempestivo ai produttori.

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